Podcast - Radio Vaticana, 22/09/2014

Fabio Colagrande nell'ambito del programma: "Al di là della notizia, cronache e commenti" intervista Luigino Bruni su Slotmob, Capitalismo e dintorni. Radio Vaticana - 22 settembre 2014

Logo radiovaticanaIl Gioco d'azzardo sottrae cento miliardi all'economia reale

"Una fetta significativa dell'economia italiana, aziende nate per creare prodotti e fare impresa, si sono convertite alla gestione del gioco d'azzardo. Quest'ultimo non produce, dunque, solo immensi danni diretti - ludopatie, suicidi, famiglie rovinate - ma sottrae circa cento miliardi all'economia reale".

La denuncia arriva da Luigino Bruni, economista, docente all'Università Lumsa, promotore del Movimento SlotMob che dal 2013 in tutta Italia premia i bar che hanno scelto di rinunciare alle Slot Machines. "L'economia reale avrebbe infatti un bisogno immenso di domanda - aggiunge l'economista - invece moltissime persone, e non solo chi è afflitto dal gioco-patologico, buttano via il denaro nelle slot o nelle scommesse sportive".

"Non bisogna condannare solo l'azzardo patologico ma l'azzardo in quanto tale. Ogni euro inserito in una slot - spiega infatti Bruni - è un euro sottratto alle aziende che falliscono perché non c'è domanda, alle imprese che producono prodotti di qualità. Quindi noi buttiamo via circa cento miliardi all'anno, per questo utilizzo dannosissimo per la società, e non le spendiamo per rilanciare l'economia. Per questo io parlo di un capitalismo malato, visto che l'azzardo con il suo indotto muove la terza economia in Italia".

"L'assurdo - aggiunge l'economista - è che visto che le imprese dell'azzardo debbono per legge dare un parte esigua dei loro incassi per scopi sociali, noi abbiamo una parte importante del No-profit italiano più serio che sopravvive grazie agli sponsor dell'azzardo". "E' come se i carnefici si occupassero di aiutare le vittime o un asilo nido fosse intitolato ad Erode, l'autore della strage degli innocenti". "Dobbiamo smascherare questa ipocrisia del Governo e dello Stato", conclude Bruni.

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Ascolta l'intervista a Luigino Bruni


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